
3 min
Prezzo di richiesta e prezzo di chiusura: quanto si scende davvero?
"Quanto è trattabile?" È una delle prime domande che si sentono quando si vende casa. A volte arriva dopo la visita, altre ancora prima di conoscere l’immobile. Come se ogni annuncio contenesse già una quota di prezzo destinata a scomparire.
"Quanto è trattabile?"
È una delle prime domande che si sentono quando si vende casa. A volte arriva dopo la visita, altre ancora prima di conoscere l’immobile. Come se ogni annuncio contenesse già una quota di prezzo destinata a scomparire.
Dall’altra parte, il proprietario ragiona spesso allo stesso modo: «Partiamo più alti, così abbiamo margine».
Ma lo spazio per negoziare non si crea semplicemente aggiungendo una cifra alla richiesta. Se il prezzo risulta poco credibile rispetto alle alternative, gli acquirenti potrebbero escludere la casa prima ancora di visitarla.
Quanto si scende mediamente?
Nel secondo trimestre del 2026, lo sconto medio nazionale rispetto alla richiesta iniziale è stato del 7,1%, secondo il sondaggio di Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate. È un riferimento utile per comprendere il mercato, ma non una percentuale da applicare automaticamente a ogni proprietà.
Una casa proposta a 500.000 euro non sarà necessariamente venduta a 464.500 euro. Potrebbe chiudere vicino alla richiesta oppure richiedere una revisione più consistente: dipende dal posizionamento iniziale, dalle caratteristiche dell’immobile e dalle offerte concrete.
La media descrive un insieme di vendite. La valutazione deve riguardare la tua casa.
Uno sconto più piccolo significa aver venduto meglio?
Non necessariamente. Immaginiamo una proprietà proposta a 600.000 euro e venduta a 550.000: la riduzione è di circa l’8,3%. Se fosse partita da 565.000 euro e avesse chiuso alla stessa cifra, lo sconto sarebbe stato di circa il 2,7%.
Il ricavo sarebbe identico. Per giudicare il risultato bisognerebbe conoscere anche i tempi impiegati, i costi sostenuti durante l’attesa e le condizioni concordate.
Esiste però anche il rischio di partire troppo bassi. Una proprietà con qualità distintive può sostenere una richiesta ambiziosa, purché quelle qualità trovino riscontro nei confronti di mercato e siano riconoscibili agli occhi degli acquirenti.
Il punto è dare al prezzo una motivazione solida.
"Costa troppo": capire l’obiezione prima di concedere
Quando un acquirente contesta il prezzo, la tentazione è difenderlo immediatamente oppure chiedergli quanto sarebbe disposto a offrire.
Prima serve capire che cosa intende.
Potrebbe avere un limite di budget, temere il costo dei lavori o aver visto una casa che considera più conveniente. Una domanda utile è: Quali elementi le fanno ritenere alta la richiesta?
La risposta permette di affrontare il problema concreto. Un dubbio sui lavori richiede approfondimenti; un confronto con un altro appartamento richiede di esaminarne le differenze; una difficoltà economica impone di verificare se esista uno spazio realistico per proseguire.
Ascoltare non significa accettare ogni richiesta di sconto. Significa anche riconoscere quando un’obiezione è fondata. Se più acquirenti qualificati evidenziano la stessa distanza, il prezzo merita di essere riesaminato.
La cifra conta insieme alle condizioni
Una proposta va valutata nella sua interezza. Oltre all’importo, contano le scadenze, le condizioni previste, la sostenibilità finanziaria dell’acquisto e la compatibilità della consegna con le esigenze del proprietario.
Un’offerta leggermente inferiore può risultare più adatta a uno specifico progetto di vendita. Questo non rende automaticamente conveniente concedere: occorre capire quale beneficio concreto giustifichi la differenza.
Allo stesso modo, rifiutare richiede una valutazione delle alternative. Quanto è ragionevole ottenere continuando la vendita? In quali tempi? Con quali costi e incertezze?
Da dove comincia una buona trattativa?
Comincia dalla scelta del prezzo di richiesta e dalle ragioni che permettono di sostenerlo.
A Roma, anche immobili nella stessa strada possono avere un diverso interesse commerciale per esposizione, affacci, piano, spazi esterni e condizioni dell’edificio. Leggere queste differenze aiuta a costruire un posizionamento più preciso e a rispondere alle obiezioni con elementi verificabili.
Prima di chiederti quanto dovrai scendere, chiediti quanto sia credibile il prezzo dal quale parti. È il primo passo per valutare ogni offerta con lucidità.
Con Valori & Partners, la valutazione dell’immobile diventa il punto di partenza di una strategia: dalla richiesta iniziale alla gestione delle proposte, con attenzione al risultato complessivo della vendita.