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Il Portico d'Ottavia, con colonne e frontone antichi, accanto ai palazzi del Ghetto
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Roma · 3 min

Ghetto

Ghetto di Roma: dove la città custodisce la memoria

Ci sono luoghi di Roma che affascinano per la loro bellezza.
Il Ghetto ebraico colpisce per qualcosa di più profondo.

Qui ogni strada sembra conservare una traccia del tempo. Il Portico d’Ottavia, le facciate antiche, Piazza Mattei, il Tevere poco distante: tutto contribuisce a creare un’atmosfera raccolta, intensa, quasi sospesa.

Il Ghetto si trova nel Rione Sant’Angelo, il più piccolo di Roma, davanti all’Isola Tiberina. Istituito nel 1555, è uno dei più antichi ghetti ebraici d’Europa e per oltre tre secoli fu un luogo di segregazione imposta alla comunità ebraica romana. Turismo Roma

Oggi è uno dei luoghi in cui la storia della città si percepisce con maggiore forza.

Una bellezza che non è soltanto estetica

Passeggiare qui significa attraversare epoche diverse nel giro di pochi metri.

Le rovine romane del Portico d’Ottavia, ricostruito da Augusto tra il 27 e il 23 a.C., convivono con palazzi rinascimentali, vicoli stretti e con il profilo del Tempio Maggiore. Turismo Roma

Poi ci sono Via della Reginella, Piazza delle Cinque Scole, Via di Sant’Ambrogio, Piazza dei Cenci.

Strade che non hanno bisogno di grandi prospettive per essere affascinanti.

Basta una finestra illuminata, un tavolino all’aperto, il rumore dei passi sui sampietrini.

Una Roma che si riconosce anche nei sapori

Il Ghetto è anche uno dei luoghi in cui Roma racconta meglio il proprio rapporto con la cucina.

La tradizione ebraico-romanesca ha lasciato un’identità gastronomica fortissima: carciofi alla giudia, baccalà, aliciotti con l’indivia, crostate di ricotta e visciole fanno ancora parte della vita del quartiere. Turismo Roma

Non sono semplicemente piatti tipici.

Sono una forma di memoria tramandata attraverso le generazioni.

Ed è anche questo a rendere il quartiere così particolare: qui storia, vita quotidiana e tradizione continuano a convivere nello stesso spazio.

Un luogo da vivere con rispetto

Il fascino del Ghetto non può però essere raccontato ignorando la sua storia più dolorosa.

Il 16 ottobre 1943 il quartiere fu teatro del grande rastrellamento degli ebrei di Roma da parte dei nazisti. Ancora oggi le pietre d’inciampo davanti ad alcune abitazioni ricordano nomi e vite di persone deportate e mai tornate. Turismo Roma

È una presenza discreta ma impossibile da ignorare.

Forse è proprio questo che rende il Ghetto diverso da molti altri angoli del centro storico: la sua bellezza non cancella ciò che è accaduto.

Lo conserva.

Il fascino di sentirsi nel cuore di Roma

Nonostante la posizione centralissima, il quartiere mantiene una dimensione sorprendentemente raccolta.

Da una parte l’Isola Tiberina, poco più avanti il Campidoglio, Campo de’ Fiori e il Teatro di Marcello. Eppure, entrando nelle sue strade più interne, la città sembra restringersi improvvisamente.

Tutto diventa più vicino.

Più umano.

Più intimo.

È quella Roma in cui si può uscire senza una destinazione precisa e lasciare che sia una strada a decidere dove andare.

Una storia che continua

Il Ghetto non è un quartiere fermo nel passato.

È ancora oggi un luogo vissuto, legato profondamente alla Comunità Ebraica di Roma, una delle più antiche d’Europa, la cui storia nella città precede di molti secoli la nascita stessa del Ghetto. romaebraica.it

Ed è forse questo il suo tratto più affascinante.

Non sembra un museo.

È memoria che continua ad avere una voce, una cucina, delle famiglie, delle tradizioni e una quotidianità.

Perché ci sono quartieri che raccontano Roma attraverso i monumenti.

Il Ghetto la racconta attraverso le persone che l’hanno attraversato, sofferto, custodito e continuato a vivere.

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